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Viaggio della Memoria: il racconto di Valeria

Lecco, Collegio Internazionale Arcivescovile Volta

Il viaggio della memoria: il racconto di Valeria

In occasione del Giorno della Memoria, domenica 12 e lunedì 13 gennaio Valeria Mari, studentessa del secondo anno presso il Liceo scientifico Volta, ha avuto la possibilità di partecipare ad un viaggio nella storia.

Valeria Mari, studentessa del nostro Collegio, ha avuto la possibilità di partecipare ad un viaggio d’istruzione molto particolare: il “Viaggio della memoria” iniziativa promossa dal Ministero dell’Istruzione e dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, e rivolto alle scuole che abbiano realizzato progetti di eccellenza sulle tematiche della Shoah, della discriminazione religiosa, etnica, razziale e sull’educazione ai diritti umani.

Il mio viaggio in Polonia

“Nella mia vita ho viaggiato molto, ma nulla paragonabile alla mia esperienza in Polonia. Ho avuto la possibilità di essere accompagnata dalla Neo-ministra dell’istruzione, da due sopravvissuti alla tragedia e dai presidenti delle consulte regionali Italiane in un viaggio alla scoperta del passato dove, oltre ad aver conosciuto moltissime persone, ho potuto immergermi nella storia nei luoghi dove era accaduta, più precisamente Aushwitz, Birkenau e il Ghetto Ebraico a Cracovia. La cosa che mi ha colpito di più in questo viaggio è stato quanto sia differente leggere e buttarsi dentro a queste vicende, e così riuscire a capire molto meglio cosa deve essere stato.”

IL GHETTO

“Forse girare per il ghetto ebraico è stato il posto più facile da visitare perché, essendo immerso per il centro di Cracovia, era più difficile immaginarsi le situazioni che ci venivano raccontate, infatti per un po’ mi è sembrato di essere in una città normalissima finche la sera, infilata sotto le coperte, ho iniziato a rimuginarci sopra, capendo tutti i sacrifici che gli abitanti erano obbligati a fare.”

BIRKENAU

“Il campo di concentramento di Birkenau è stato il momento più duro per me. Siamo stati buttati dentro a una realtà che nessuno potrebbe mai e poi mai immaginare. Sono entrata nel Kinder Block, la baracca destinata ai bambini, dove ci sono state raccontate delle coincidenze per cui, se ti andava bene, potevi “posticipare” la tua morte. Mi risulta molto difficile da raccontare, infatti per quasi tutto il tempo in cui siamo rimasti nel campo ho pianto, senza riuscire a farmi consolare da nessuno.”

AUSCHWITZ

Fortunatamente la visita del campo di Auschwitz è stata più facile, perché avevo sempre qualcuno vicino me e la storia ci è stata raccontata dalle guide e non dai sopravvissuti. Forse, anche perché tutte le mie lacrime erano già state piante la mattina, e cercavo di convincere me stessa che nulla di tutto ciò che ho sentito era reale, mentre quando sono tornata a scuola e ho raccontato ai miei compagni tutto, ho realizzato che non aveva senso far finta di nulla.

L’unica frase con cui io posso e potò mai riassumere questo viaggio è e sarà sempre: difficile fidarsi ancora del genere umano.

Valeria Mari