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14 febbraio 2019: incontro con l’assessore Piazza

Lecco, Collegio Internazionale Arcivescovile Volta

PAUSA DIDATTICA: DIARIO GIORNO 4

Durante il quarto giorno di pausa didattica gli alunni hanno incontrato l’Assessore alla Promozione della cultura e delle politiche giovanili del Comune di Lecco Simona Piazza.

Durante la settimana di pausa per gli alunni della Scuola Secondaria di Secondo Grado sono state organizzate iniziative di educazione alla cittadinanza ed orientamento agli studi e alle professioni. Gli incontri sono un’opportunità per gli studenti di venire in contatto con figure istituzionali e professionisti che li aiutino a promuovere i propri interessi e competenze entro un orizzonte formativo più ampio, anche oltre le consuete finalità disciplinari.

Giovedì 14 febbraio, durante la quarta giornata di attività, gli alunni hanno avuto la possibilità di incontrare Simona Piazza, Assessore Comunale alla Promozione della cultura e delle politiche giovanili, con la quale hanno dialogato di giovani e città.

INCONTRO CON L’ASSESSORE PIAZZA

Abbiamo incontrato l’assessore Simona Piazza, incaricata per la “Promozione della cultura e delle politiche giovanili” e alla “Comunicazione” del Comune di Lecco, in squadra di Giunta col Sindaco Brivio.

Abbiamo parlato con lei di giovani e città, un binomio al quale dedica molto del suo impegno, e attorno al quale c’è molto da realizzare qui a Lecco.

Fin da subito l’Assessore ha voluto entrare con noi nel tema: “Ok ragazzi. Cosa facciamo a Lecco per i Giovani? È davvero la nostra una città… morta? Offre davvero poche opportunità?”.

Sono le domande che effettivamente a volte ci si fa, quando siamo in giro per Lecco, in particolare la sera, e ci si accorge che son pochi i locali aperti e i luoghi d’incontro per la gente della nostra età. Lo pensano soprattutto coloro che per lo svago si trovano costretti ad emigrare altrove per divertirsi, col rischio di spostamenti e rientri notturni non sempre agevoli, non sempre sicuri. Insomma, Lecco, non sembra essere una città per giovani. Cosa le manca?

Da qui siamo partiti, dalla percezione che a Lecco, per noi, manca qualcosa.

Una conferma alle nostre parole arriva dall’Assessore che, come prima azione una volta entrata in carica, ha cercato l’incontro con le realtà giovanili del territorio, partendo dagli oratori, università, associazioni o semplici passanti. In tutti questi incontri si è spesso sentita dire “qui non c’è niente”.

Ma ben più forte è stato l’accento sulla provocazione, sempre dell’Assessore, che da tempo chiede a chi ritiene Lecco una città che offre poco: “Ma voi, dalla vostra città, cosa volete?”. Ha ragione l’Assessore, bisogna partire da qui.

Perché per poter progettare e costruire, ci vuole anzitutto una idea forte e chiara, un’attesa focalizzata di quel che si vuole, di cui come giovani abbiamo e sentiamo il bisogno.  Ed è qui che ci siamo accorti di dover lavorare ancora molto. Le prime ovvie risposte son state tutte incentrate sul tema degli spazi, dei luoghi dove potersi incontrare, siano essi cinema, locali, discoteche, pub. Ma ci siamo accorti che si tratta di idee per lo più vaghe. La cosa più chiara che ci siam detti è che si potrebbero progettare tutti questi spazi ed interventi in una delle tante aree industriali dismesse, che non sono poche.

Ma al di là della bella idea, della location condivisibile, che ci permetterebbe di fare rumore evitando gli esposti di chi ci vuole a letto alle 11.00, di nuovo l’Assessore ci ha chiesto: “In che senso un intervento in tale settore può configurarsi come attività che realizza davvero il bene pubblico, che diventa valore per la città nel suo complesso, visto che la ragione più evidente di tali interventi parrebbe giustificarsi per interessi particolari, quelli di chi, senza troppo investire, si troverebbe, forniti dal comune, strutture, spazi e servizi da gestire, per lo più per attività commerciali e per interessi decisamente privati?”.

Quel che più ha colpito dei ragionamenti che han preso avvio da queste considerazioni, è che, estremizzando molto ma senza poi tanto allontanarci dal vero, c’è una strada breve per realizzare la città che vogliamo: costruire, nel nostro caso, uno spazio per giovani, progettato in nome delle attese che oggi si esprimono da parte di molti, ma che al di là delle prime evidenze, spinge i giovani ad essere semplici fruitori di chi ha interessi privati da mettere in gioco all’interno di quel contesto, sfruttando lo spazio di socialità che potremmo realizzare con risorse pubbliche per favorire i suoi interessi privati.

E c’è anche una strada più lunga per realizzare la città che vogliamo: quella di chi, invece che semplice fruitore e consumatore della sua città, vuol essere protagonista, e così mentre si chiede come dare spazio al bisogno di socialità, anzitutto si mette in gioco e valorizza le realtà giovanili che già ora promuovono concrete azioni per animare la città; molte di queste esperienze si realizzano al centro civico di Germanedo, dove prende sostanza il desiderio di incontro, progetto, associazione per eventi e iniziative.  Tutte cose che, rispetto a club, pub e discoteche, appaiono esperienze minori, ma che di fatto permettono a chi le realizza di non essere di passaggio in città.

Di certo è questo criterio politico, che lega partecipazione e impegno a vantaggio della città, che è giusto a noi, come pure a chi guida la realizzazione di spazi e iniziative per giovani. Ecco allora qualche caratteristica della via lunga: conoscere cosa offre il territorio, presentarlo a chi vuole viverlo in modo partecipato, raccontare e far conoscere le realtà associative, mostrare come possono realizzare le attese di un giovane, garantire sportelli per l’orientamento e il volontariato, il servizio civile, la conoscenza di opportunità per esperienze all’estero, aiutare a compilare un CV, offrire informazioni sulle realtà del mondo del lavoro del territorio… tutto questo è possibile al centro civico di Germanedo. A chi lì si incontra e si mette in gioco, la città di Lecco può dare molto.

Ma soprattutto, ci ha suggerito l’Assessore, “focalizzate sul desiderio che avete e poi mettetevi in gioco, e se serve… chiedete”.

Chissà, magari un giorno diventerò anch’io assessore. 
E mi troverò allora a dire: “Ragazzi, in questa città non stateci dentro solo come fruitori, non accontentatevi di usarla, vivetela appieno con un chiaro desiderio, e la città diventerà il luogo in cui da protagonisti ne cercherete la realizzazione. Che potrebbe essere utile non solo a voi, ma anche ad altri. 
È per costruire e trovare questo spazio di condivisione, di cui oggi più che mai c’è bisogno, che andrebbe anzitutto ritrovato, prendetevi del tempo per imparare a stare nel punto di vista dell’altro. 
Perché dove oggi si vede più che altro fastidio, disagio e rumore potremmo aiutare Lecco e molte persone che ci vivono a scoprire che proprio lì ci può essere vitalità, incontro, musica e festa per tutti.

Ci vogliono idee e iniziative che accompagnino questo passaggio. Se saremo in pochi a spingere per esse e intorno alle cose che desideriamo per la città, difficile sarà smuovere le mentalità dei molti. Se con gentilezza e passione sapremo spiegare perché alcune cose sono possibilità per tutti, sarà più facile realizzare i progetti di cui il nostro territorio, per sentirsi più giovane, ha davvero bisogno”.

Ecco, se diventassi l’Assessore, questo direi nel mio primo discorso…

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