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Virginio Brivio Lecco

11 febbraio 2019: incontro con il sindaco Virginio Brivio e Andrea Ballabio

Lecco, Collegio Internazionale Arcivescovile Volta

PAUSA DIDATTICA: DIARIO GIORNO 1

Durante il primo giorno di pausa didattica gli alunni hanno incontrato il Sindaco di Lecco Virginio Brivio e Andrea Ballabio.

Durante la settimana di pausa per gli alunni della Scuola Secondaria di Secondo Grado sono state organizzate iniziative di educazione alla cittadinanza ed orientamento agli studi e alle professioni. Gli incontri sono un’opportunità per gli studenti di venire in contatto con figure istituzionali e professionisti che li aiutino a promuovere i propri interessi e competenze entro un orizzonte formativo più ampio, anche oltre le consuete finalità disciplinari.

Lunedì 11 febbraio, durante la prima giornata di attività, gli alunni hanno avuto la possibilità di incontrare il Sindaco di Lecco Virginio Brivio che, a partire dalla sua testimonianza, ha trattato i temi di cittadinanza e comunità. Successivamente nell’ambito degli incontri relativi all’orientamento alle professioni è intervenuto Andrea Ballabio, fondatore della cooperativa Pepita, che grazie alla sua energia ha fatto scoprire agli studenti non solo qualcosa del mondo delle professioni, ma soprattutto il valore dei sogni.

INCONTRO CON IL SINDACO

La visita del primo cittadino di Lecco, Virginio Brivio, rientra nella serie di incontri proposti ai ragazzi per trattare del tema “Cittadinanza e Costituzione”. Tanti i temi trattati, a partire dalla sua testimonianza.

É stata anzitutto una occasione per conoscerlo personalmente e scoprire il suo ruolo di sindaco. Attraverso le sue parole abbiamo avuto modo di guardare a Lecco e il suo territorio in modo nuovo, conoscendone meglio la storia, soprattutto nella sua evoluzione industriale e sociale. Ci ha aiutato ad avere maggiore consapevolezza dei problemi e delle sfide che oggi la città conosce.

Ci ha particolarmente colpito l’insistenza, per niente scontata, sulla dimensione di comunità di cui la città dovrebbe saper vivere, che dovrebbe saper offrire a chi ci abita. Dimensione che forse una volta, per il tipo di relazioni che venivano intessute nel quotidiano, era più evidente. Oggi invece la città, come comunità, non la regala nessuno. Se una volta c’era, oggi la dobbiamo conquistarla.  Molto dipende dal nostro atteggiamento.

Anzitutto dalla nostra capacità di prenderci cura del bene pubblico. Che è una cosa molto concreta, quotidiana, a portata di mano, ogni volta diventiamo capaci di ragionare e fare scelte non solo per noi stessi, ma anche a partire da ciò che gli altri sono, pensano, esprimono come bisogno. Il bene o è di tutti o non è. Il bene di qualcuno a discapito di altri non costruisce comunità.

E poi dall’orizzonte di valori coltivati, che se si riducono a quelli del solo individuo, del vantaggio semplicemente personale, generano una città che è una somma di egoismi, che la trasformano in luogo di conflittuale convivenza, senza alcun senso di comunità. Col rischio che anche la politica, quella delle istituzioni, che della comunità è chiamata a riaffermare il valore più ancora della politica dei partiti, finisce per essere semplicemente il coordinamento degli interessi vincenti del momento.

Abbiamo bisogno di scoprire e tornare a parlare dei principi che stanno al fondo del nostro vivere insieme, da cui prendono vita le scelte, piccole o grandi che siano, nelle quali si ha il coraggio di affermare le proprie convinzioni per la città. Intorno ai principi del vivere comune, all’idea di città che ci anima, si dovrebbe avere il coraggio di tornare a discutere. Ad esempio chiedendosi: quali sono gli elementi essenziali che tengono insieme come comunità? Quali priorità occorre darsi quando si hanno poche risorse e tanti bisogni? 

Fondamenti e principi del vivere civile che molti di noi oggi, presi da interessi privati, personali, o dagli echi di cronaca a cui ci teniamo incollati, neppure riusciamo ad avere idea di dove li si possa trovare, o quali siano e potrebbero essere. Il Sindaco ha suggerito di tornare a legge qualcosa della nostra Costituzione, dei Trattati Internazionali, per ri-scoprire un tesoro da cui prendere “principi” a piene mani. Ancora di riferimento è ciò che Piero Calamandrei diceva, a metà degli anni ’50, proprio a dei giovani di allora, in riferimento ai fondamenti della nostra Costituzione.

C’è bisogno poi di più studio e capacità di leggere concretamente il territorio. Bisognerebbe tornare a guardare con più attenzione e oggettività alle cose che succedono, magari cominciando a studiare i dati anagrafici, perché solo così si riesce a capire, al di là degli echi della cronaca, dove va una comunità. Ad esempio, che a Lecco un terzo delle persone in città vivano sole e che molti di questi siano anziani, dovrebbe farci meglio riflettere su alcune priorità dell’azione politica.

Anche a scuola qualcosa potrebbe esser fatto in tal senso. Tanta educazione oggi punta su argomenti che riguardano l’individuo, la sua realizzazione personale e professionale, una volta era più facile discutere, anche animatamente, dell’orizzonte della comunità.

Grazie Sindaco per questa lezione!

INCONTRO CON ANDREA BALLABIO

La testimonianza di Andrea Ballabio rientra all’interno del ciclo di testimonianze sul tema dell’orientamento alle professioni.
In modo coinvolgente e partecipato Andrea, in arte “Ciccio Pasticcio”, ci ha raccontato del suo lavoro: un po’ artista,  animatore, educatore professionale, compositore, scrittore di canzoni per bambini, regista di spettacoli per l’infanzia, attore in una compagnia teatrale, professionista della animazione. Laureato in Scienze dell’educazione, fondatore di una cooperativa, Pepita, che si occupa di tante cose, riassunte in un’unica parola: “educ-animation”.

Gli 80 dipendenti della cooperativa sono al lavoro su temi differenti: educazione in scuole e oratori, spettacoli, temi di prevenzione in età adolescenziale, con particolare attenzione ai fenomeni del bullismo, cyberbullismo, dipendenze…
Insomma, una realtà educativa e dell’animazione attiva a tutto campo.

Per aiutarci ancor meglio a capire la sua professione, e cosa sia l’”educanimation”, ma soprattutto come sia arrivato a questo “suo” lavoro, ha introdotto alla parola gioco attraverso un gioco: “tic, tac, bam, cucù” per poi chiedere agli studenti “Ma per voi cosa è il gioco?”. Tante le risposte, tutte giuste, come: crescere, competere, creatività, fantasia, abilità, far gruppo… per capire poi, alla fine, che il gioco è in fin dei conti un vero e proprio bisogno della persona umana. Lo confermano anche le neuroscienze! Noi non possiamo non giocare, ne abbiamo bisogno.

È nel cuore di questa convinzione che Andrea, per una intuizione tutta sua, ci ha messo anche qualcosa d’altro: l’idea di legare il gioco alla dimensione educativa, facendo incontrare educazione e animazione, mettendo al centro di ogni esperienza di gioco la cura per la crescita delle persone che nel gioco s’incontrano.  Insomma, il gioco come cosa seria!

La cosa più bella della sua testimonianza?
Scoprire da dove è nata tutta questa avventura, almeno come intuizione.
“Alle superiori ho frequentato un istituto tecnico, scelto per la continuità con la professione di papà: lui era elettricista, io avrei fatto l’elettrotecnico. Ma quasi subito si è capito che non era il mio percorso. Le materie in cui avevo più difficoltà erano la fisica, l’elettronica. Invece mi appassionava l’area umanistica. La scuola mi ha aiutato a capire cosa volevo fare, cosa desideravo, soprattutto perché mi sono scontrato con quello che non volevo fare: l’elettrotecnico”.

Insomma, visto quello che poi Andrea è diventato, la scelta della scuola parrebbe essere stata proprio sbagliata. Ma a conti fatti, Andrea stesso ci a detto che, proprio il dover uscire da quella confusione, è stata la lezione più grande che ha appreso sui banchi di scuola, e che ci ha riproposto così: “diventa protagonista di quello che sei.”

Questa intuizione è ciò che lo ha accompagnato da allora giorno per giorno, e che gli ha permesso non tanto di trovare un lavoro, ma di inventarselo, e così sentirsi davvero protagonista!

Visto che oggi più che mai il lavoro è qualcosa che bisogna inventarsi, forse più di altre questa è una lezione da ricordare. Il trucco per riuscirci?
Avere il coraggio di inseguire quella cosa strana che sono i propri sogni

Grazie Andrea per la lezione!

PER INFORMAZIONI

Per iscriversi inviare una mail a segreteria@collegiovolta.it
oppure telefonare al numero 0341 363096-1

Punto Giochi / Primavera / Infanzia
Sabato 17 Novembre
sede di via Aspromonte, 20 – 23900 Lecco
dalle ore 14.30 alle 17.30

Scuola Primaria
Sabato 17 Novembre
sede di via Cairoli, 77 – 23900 Lecco
dalle ore 15.00 alle 18.00

Scuola Secondaria di Primo Grado
Sabato 27 Ottobre
sede di Via Cairoli, 77 – 23900 Lecco
dalle ore 14.30 alle 17.30